COMPRATEVI UN GIRADISCHI.
E fatelo subito.
Punto primo: è un oggetto esteticamente bellissimo che fa arredamento, dunque sbarazzatevi di quella Poldina che fa vomitare e di quei libri di Taschen che avete preso per darvi un tono, e fate spazio.
Punto secondo: una casa nella quale c’è un giradischi è quasi sicuramente la casa di una persona interessante (è un “quasi” democristiano lo so).
Punto terzo: a meno che non siate Marina Abramovic e vi limitiate a fissarlo (in questo caso meglio che risparmiate i soldi per la terapia), vi dovrete necessariamente comprare dei vinili, di conseguenza supporterete artisti ed etichette discografiche.
Punto quarto, il più importante.
Ascoltare un disco in vinile praticamente vi obbliga a sentire un album dall’inizio alla fine, così come è stato concepito dall’artista.
È questa la chiave.
I vinili rallentano la vita.
Nessuno ha voglia di spostare la puntina sul solco della canzone preferita, si fa semplicemente partire e si lascia andare.
In un periodo storico in cui tutto è veloce, tutto è usa e getta, il disco è lì a ricordarci che si può rifiatare.
Intendiamoci, alcune cose, tipo il 90% della top 50 di Spotify Italia, è giusto che restino usa e getta.
Se poi non si usano e si gettano direttamente nell’umido ancora meglio.
Mi è capitato di recente di ascoltare l’album TRUE BLUE di Madonna, 1986.
Pietra miliare del pop anni 80, contiene i super successi Papa Don’t Preach e La Isla Bonita, giusto per citarne un paio.
Ed è proprio per questi due pezzi che anni fa ad un mercatino lo comprai.
Se mi fossi limitato a salvare quelle due canzoni nella mia libreria Spotify mi sarei per esempio perso “Live To Tell”, primo singolo estratto da True Blue, una meravigliosa ballata che è diventata una delle mie canzoni preferite di Madonna.
I vinili ci fanno scoprire canzoni che il digitale tiene in soffitta.
In conclusione, non c’è alcun motivo per non acquistare un giradischi se vi piace la musica.
Certo poi se vi piacciono i “cuoricini”, il problema non è certo il supporto che usate per ascoltare, siete voi.
In questo caso ho preparato due playlist per quando ci farete il piacere di togliervi di mezzo.
Top 5 dei pezzi adatti al suicidio generalizzato:
- RADIOHEAD – LAST FLOWERS (4 minuti e 26 per morire, ma la voce di Thom Yorke dovrebbe velocizzare il processo)
- GEORGE HARRISON – I LIVE FOR YOU (3 minuti e 38 per morire, stringere bene)
- LUCIO DALLA – LE RONDINI (5 minuti e 35 per morire, cercate di schiattare entro i primi due minuti perchè poi il pezzo si perde)
- MANCHESTER ORCHESTRA – I KNOW HOW TO SPEAK (6 minuti per morire, temporeggiate che è bella fino alla fine)
- THE CHEMICAL BROTHERS – OUT OF CONTROL (7 minuti e 19 per morire, eroi se tenete il tempo con la testa)
Top 5 dei pezzi adatti al suicidio tramite salto nel vuoto:
- THE WOMBATS – JUMP INTO THE FOG (in caso di nebbia sul cavalcavia)
- VAN HALEN – JUMP (come il nero, sta bene su tutto)
- RAF – UN GRANDE SALTO (preferibilmente su viadotti ad almeno 200 mt di altezza)
- HOUSE OF PAIN – JUMP AROUND (solo nei ghetti)
- GREGOR SALTO – PARA VOCE (se usate questa chiamatemi che vengo a fare un video)
p.s. ogni riferimento ad Alta Fedeltà è assolutamente voluto.
Riposate in pace, alla prossima.

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