Gli sportivi di provincia
Ho pensato di stilare una lista di sportivi di provincia che potreste incontrare all’aperitivo domenicale, quello che solitamente arriva dopo la partita.
1- I CALCIATORI
Il grande classico che non tramonta mai. Lo sportivo per antonomasia. Arrivano in gruppi di 4/5, divisi per ruolo. I portieri non partecipano perché hanno già famiglia, gli attaccanti arrivano per ultimi, i difensori stanno già bevendo da fine primo tempo. Indossano con orgoglio la divisa in acetato anche se ci sono 27 gradi, ma solo i centrocampisti la portano con stile, abbinandoci sneaker ultimo modello rigorosamente SLACCIATE. Se hanno perso hanno il muso lungo, se hanno vinto sono incazzati comunque, non si sa il perché. Controllano in maniera compulsiva i risultati della Serie A, non tanto per vedere se la loro squadra del cuore abbia vinto o meno, ma per bestemmiare contro un terzino dell’Empoli che non ha fatto assist al 93’. Il Fantacalcio è il motivo per il quale negli ultimi anni hanno perso la loro aura di donnaioli a suon di frasi del tipo: “Scusa amore, ma lunedì non ci sono, ho l’asta di riparazione con i fioi.”
Nel frattempo, le loro fidanzate cercano aste da altre parti.
2- I RUGBISTI
Arrivano tutti insieme, sono 15 ma sembrano 72. A prescindere dal risultato della loro partita, sono molto felici ed esternano la loro contentezza urlando a sproposito cose che nessuno capisce tranne loro. Non è una lingua. È un ecosistema. Ordinano talmente tanto cibo che il proprietario del chiosco è costretto ad andare al Lidl più vicino a fare scorte di bacon. Hanno occhi neri e ginocchia sbucciate, ma non gliene frega assolutamente nulla, anzi: se non hai le cicatrici di guerra non puoi partecipare all’aperitivo, a meno che non te le procuri per autolesionismo. Vivono con i bermuda, anche se il termometro segna -7 gradi, e se hanno intorno ai 20 anni sfoggiano camicie hawaiane quasi sempre accompagnate da collanine di perle bianche. Piacciono un sacco alle ragazze perché sono grossi. A quelle ragazze piacerà meno quando vivranno insieme e dovranno cucinare un bisonte al giorno per soddisfare l’appetito dei fidanzati, che con gli anni diventeranno da grossi a grassi.
Finiscono QUALSIASI serata intonando “Hey Baby” di DJ Ötzi.
3- I BASKETTARI
Quando arrivano vedi solo i corpi, perché le teste sono tra gli alberi che circondano il chiosco. Sono i primi a sapere se piove e gentilmente avvisano i nani sotto di loro, che prontamente vanno a prendersi un k-way prima che arrivi la prima goccia. Solidarietà meteorologica verticale. Scrivono indistintamente a ogni ragazza su Instagram, compresa la figlia del presidente della loro società, cosa che costa loro 20 minuti di suicidi all’allenamento del lunedì. Nonostante la loro stazza non consumano poi così tanto, perché devono rimanere agili, dimenticandosi che posseggono una Panda sulla quale sono costretti a sedersi dietro per guidare. Per entrare in macchina ci mettono 54 secondi, per uscire 3/4 minuti e l’aiuto di un chiropratico. Ordinano in piede perno solo cose doppie o triple e, in questo ultimo caso, il ragazzo che fa i club sandwich alza il braccio indicando tre con le dita.
4- I TENNISTI
Li vedi da lontanissimo. Sono massimo in 3, perché poi per loro diventa branco e il branco non è chic. Indossano polo Lacoste, ai piedi scarpe da barca Timberland. Non è un chiosco, è la Costa Azzurra. Sono qui solo perché oggi la country house del loro circolo è occupata da un evento privato, altrimenti non ci penserebbero minimamente a mettere piede in questo marciume. Ordinano 3 Martini, non mangiano. Mangiare è proletario. Parlano esclusivamente di tennis come se fossero classificati ATP, in realtà hanno appena giocato un TPRA perdendo al secondo turno con un 72enne che ha fatto fare loro il tergicristallo da fermo. Il rammarico è tanto perché in palio c’era una confezione di palline Artengo. Se fanno un punto esultano urlando “Vamos”, girandosi verso il loro angolo, dimenticandosi che al loro angolo non c’è un cazzo di nessuno, neppure l’angolo, perché il capannone è ovale. Guardano tutti dall’alto al basso, soprattutto gli innominabili, coloro che giocano a quella specie di racchettoni con le pareti trasparenti.
5- I PADELISTI
Polo con il colletto alzato, pantalone skinny con risvoltino, scarpa Golden Goose assolutamente illegale viste le almeno 55 primavere sulle spalle dei ragazzi. Escono esclusivamente con il loro compagno di gioco, del quale sanno anche le abitudini sessuali perché l’intesa è tutto. Non hanno fatto un esercizio fisico per 50 anni, ma durante il Covid hanno scoperto questo sport e ora si sentono più in forma che mai, nonostante l’ipercolesterolemia. Usano racchette a diamante da 400€ e parlano con accento spagnolo, ma non hanno ancora mai battuto la coppia mista di colleghi che gioca con due racchette Decathlon prese in sconto al Black Friday. Eppure il loro maestro argentino continua a dire loro che sono sulla buona strada, spillando 40€ a lezione, 2 volte a settimana. Usano almeno due tutori per le ginocchia e per i gomiti, perché giocano talmente tanto che le loro cartilagini, mai usate prima, si chiedono continuamente che cazzo stia succedendo. Guidano SUV da 100k in leasing aziendale e stanno pensando di costruirsi un campo sul tetto del capannone della loro fabbrichetta. Bevono uno spritz prima della partita e uno dopo, accompagnato da un toast, sbattendosene altamente dei risultati degli esami del sangue che la moglie li ha costretti a fare in cambio di una partecipazione al pool di mercoledì alle 12.
OUTSIDER – I RUNNERS
Categoria in fortissima ascesa. Misurano qualsiasi cosa con Strava e postano il risultato specificando che quello di oggi era un “LENTO”, anche se la loro frequenza cardiaca risulta pari a quella di un cane in calore. Stanno preparando una qualche maratona, anche se hanno iniziato a correre da un mese e hanno fatto al massimo 8,3 km consecutivi, rischiando di dover chiamare l’elisoccorso. Hanno fatto il test dell’appoggio biomeccanico, scoprendo con stupore che pronazione e supinazione sono termini del vocabolario italiano. Si alzano alle 7 perché “vuoi mettere affrontare la giornata dopo aver corso? Un’altra cosa.”
Non possono essere inseriti nella lista perché non partecipano a nessun aperitivo per i seguenti motivi: 1) la domenica è giorno di gara 2) gli unici carboidrati che ingeriscono sono gel 3) non perdono tempo in cose non funzionali al progetto. Sono sportivi solitari, non vanno a correre in compagnia perché qualcuno potrebbe rovinare il loro passo e non possono permetterselo. Il loro cane si chiama Healthy.

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