LA GUERRA È UNA MERDA e io sono un codardo
Tempo di lettura:
Se leggi veloce
Il tempo che ci metti a cambiare canale quando vedi un bambino ferito al telegiornale.
Se leggi con calma
Il tempo che serve per ammettere che la guerra non la capisci, ma ti fa schifo.
Se oggi non ci sei proprio
Il tempo che ci vuole per rendersi conto che restare in silenzio è una forma di complicità.

Non ho le mani sporche di sangue,
ma nemmeno pulite di coraggio.
Non ho preso un fucile,
ma neppure una posizione abbastanza forte.
Scrivo.
Parlo.
Mi arrabbio.
E poi torno alla mia vita.
E ogni volta mi sento un codardo.
Ma almeno questo lo so dire:
la guerra è una MERDA.
Sempre. Ovunque. Per chiunque.
La guerra è una merda.
Lo era quando si combatteva con le spade, lo è oggi con i droni e le bombe intelligenti che fanno danni stupidi. È una merda perché uccide. Perché ammazza i bambini, le madri, chi non c’entra nulla.
Perché trasforma esseri umani in numeri, in statistiche, in stories da dimenticare domani.
E no, non voglio parlare solo delle guerre che fanno notizia, come Israele e Palestina o l’Ucraina, ma di tutte quelle che restano nell’ombra. Perché oggi, mentre leggi, nel mondo ci sono più di 50 conflitti. Alcuni fanno rumore, altri restano in silenzio come ferite dimenticate. Ma tutti hanno la stessa puzza di bruciato e di sangue.
E io, nel mio piccolo, che faccio?
Niente.
Sto qui, dietro a uno schermo.
Scrivo.
Parlo.
Mi indigno.
E poi torno al lavoro, ai miei cari, alle mie cose.
E ogni tanto mi sento un fallito.
Un codardo.
Perché non faccio nulla.
Perché ho paura.
Paura di lasciare solo chi mi vuole bene.
Paura di non sapere da dove cominciare.
Paura di sentirmi inutile.
Ma almeno una cosa la so fare: dire quello che penso. Mettere nero su bianco la mia rabbia, la mia tristezza, la mia impotenza. E magari, anche solo per un istante, far riflettere qualcuno. Magari te.
Perché se tutti stiamo zitti, se tutti facciamo finta di niente, il mondo non cambierà mai.
Continueremo a chiamarla “difesa”, “missione di pace”, “operazione speciale”.
Ma la verità è una sola:
La guerra è una merda.
Sempre. Ovunque. Per chiunque.
“Eh, ma le forze armate fanno anche missioni di pace.”
“Aiutano nei terremoti.”
“Trasportano organi.”
“Intervengono nelle emergenze.”
“Salvano vite.”
Sì, succede. Ma non è quello il loro scopo principale. Le forze armate nascono per combattere. Il resto è contorno, immagine, propaganda. È un modo per ripulire la coscienza pubblica, per far dimenticare cosa sono davvero: strutture nate per la guerra.
Mentre un reparto porta un organo da un ospedale all’altro, un altro addestra piloti a lanciare bombe. Mentre una squadra aiuta dopo un’alluvione, un’altra prepara esercitazioni da miliardi. Mentre qualcuno porta aiuti, qualcun altro costruisce armi.
Se vogliamo parlare di chi fa davvero solo il bene, allora parliamo di chi lo fa senza divisa e senza fucili:
- Croce Rossa,
- Protezione Civile,
- Emergency,
- Medici Senza Frontiere,
- Save The Children,
- ONG umanitarie.
Questi sì che portano organi, acqua, cure e speranza. Questi non fanno parate, non ricevono miliardi, ma fanno la differenza vera.
Ogni giorno.
In silenzio.
In Italia spendiamo oltre 30 miliardi di euro l’anno in spese militari.
Paghiamo le parate, le basi, gli addestramenti.
Anche chi odia la guerra la finanzia, senza possibilità di scelta.
Ogni euro che va in un’arma è un euro tolto a una scuola, a un ospedale, a un parco giochi.
Siamo un Paese che si commuove per un gattino salvato dai pompieri,
ma cambia canale davanti ai corpi dei bambini.
Chi fa la guerra la chiama “difesa”, chi la subisce diventa “danno collaterale”.
Mi sento un codardo, lo ammetto.
Perché non ho il coraggio di scendere in piazza ogni giorno, di partire e aiutare, di disobbedire davvero.
Ma almeno oggi ho il coraggio di scrivere queste righe.
E di dire ad alta voce che: La guerra è una MERDA.
Sempre. Ovunque. Per chiunque.
Nessuna ideologia, nessuna religione, nessuna patria giustifica la morte di un bambino.
Se nessuno avesse armi, nessuno potrebbe sparare.
Se nessuno costruisse bombe, nessuno potrebbe lanciarle.
Sembra banale? Lo è.
Ma le cose più vere spesso sono banali.
Solo che abbiamo smesso di ascoltarle.
Sì, la guerra è più grande di noi.
Sì, non possiamo fermare Putin o Netanyahu con un articolo.
Sì, un post non cambia il mondo.
Ma il silenzio lo peggiora.
Serve a tenere la coscienza sveglia, la tua, e quella di chi legge.
Serve a far dire, anche solo a uno:
“Anch’io la penso così, ma non avevo mai avuto il coraggio di dirlo.”
E alla fine, a cosa serve tutto questo?
Forse a niente.
Forse non cambierò Putin, né Netanyahu, né un solo missile.
Ma serve a me. Serve a chi legge, per non abituarsi.
Serve a ricordare che, anche quando non possiamo fermare una guerra,
possiamo almeno non accettarla in silenzio.
Perché ogni volta che diciamo “è normale”, un pezzo di umanità muore.
La guerra è una merda.
E non servono analisi, geopolitica o dibattiti per capirlo.
Basta un po’ di umanità.

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