Ad Ibiza, dalle ceneri dello storico Privilege, è nato [UNVRS].
Non un semplice club, un iper-club (così definito). Un club rivoluzionario che ha cambiato le regole del gioco già dopo una manciata di serate dalla propria apertura, capace di ospitare fino a 15.000 persone contemporaneamente.
Non una semplice venue per eventi, ma un vero e proprio club aperto ogni notte (come l’isola richiede), con alcuni dei migliori dj al mondo come resident settimanali ad alternarsi per tutta la stagione.
Ma [UNVRS] cos’altro ha di particolare oltre alle dimensioni?
La proprietà è la stessa di Hï e Ushuaïa, i locali ibizenchi che in questi ultimi anni si sono spartiti il titolo di miglior club al mondo votati dal pubblico (classifica DJ MAG Top100 Clubs 2025). Dunque, come potete immaginare, qualsiasi cosa al proprio interno è alla massima avanguardia: una main room infinita con schermi dinamici e visual di ultimissima generazione, luci da fare invidia ai locali di Las Vegas, impianto audio da pelle d’oca e spettacoli ogni giorno diversi.
Va bene, tutto bellissimo per gli appassionati, ma questo a volte non basta per far parlare di sé, soprattutto in un’epoca in cui i club non hanno più l’appeal di una volta, la gente che li frequenta è sempre meno e l’ambiente è saturo di nuove tecnologie (vedi la tanto discussa Sphere di Las Vegas).
E allora qual è, a mio parere, la cosa più importante su cui la proprietà ha fatto (un’altra volta) bingo?
Aver creato un momento iconico.
Nonostante show incredibili da fare concorrenza al Cirque du Soleil, le immagini più iconiche della serata di apertura e dei primi eventi che rimbalzano da un social all’altro sono quelle dell’alba.
Il momento esatto in cui viene alzato il fondale alle spalle del dj, la luce naturale del primo sole invade la venue e si apre una vista sulle verdi colline della “isla bonita”.
Un’esplosione visiva, un’emozione collettiva. Uno di quei momenti che, nell’epoca dei social, verrà immortalato da migliaia di telefoni. Un frame destinato a diventare virale, simbolico, universale.
Un momento magico, come tutte le albe e i tramonti.
Che sia ad Ibiza o dalla finestra della propria casa.
La semplicità di un’alba.
La proprietà, assieme a chi ha progettato questa immensa e coraggiosa (ri)apertura, ha voluto mantenere l’orientamento della struttura per sfruttare l’alba come parte integrante dello show e costruire una grande vetrata affacciata ad est, dove sorge il sole, per rendere iconico un momento così semplice come l’alba.
Hanno compreso che per restare nella storia, non basta costruire un club straordinario (e sì, gli investimenti sono stati enormi). Serviva qualcosa di più: serviva un momento.
Esistono diversi esempi di quanto questi momenti possano rendere iconico un locale: gli aerei che passano a pochi metri dal palco dell’Ushuaïa o ancora una volta l’alba attraverso la piramide che sovrasta il Cocoricò di Riccione o l’apertura del tetto dello storico ilMuretto di Jesolo.
Oppure, andando più indietro nel tempo, torniamo per un attimo all’estate del 2000.
All’epoca, prima che il celebre club Space avesse la sua iconica terrazza all’aperto, c’era un momento magico che tutti aspettavano: il passaggio degli aerei. Quando un aereo passava sopra le teste del pubblico, il rumore diventava parte dello show. La gente urlava, rideva, si abbracciava. Tutti aspettavano il prossimo aereo come fosse un drop. Era un momento non programmato, ma totalmente memorabile. (Il rumore dell’aereo nella intro della storica Groovejet di Spiller è un riferimento a quel preciso momento).
Tutti vogliono essere lì quando questo iconico momento succede, per vivere il momento o semplicemente per fare una story con la canzone giusta scelta dal dj in quel preciso istante.
Ho imparato – o forse meglio dire ricordato – l’importanza di creare un momento iconico.

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